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Tumore della pelle: il Melanoma


Sulla pelle di ogni persona sono comunemente presenti numerose macchie colorate, i nei o nevi, costituite da cellule chiamate melanociti o nevociti.
Il melanoma è il tumore maligno che nasce dai melanociti, cellule responsabili della colorazione della pelle e che si trovano nello strato più profondo dell’epidermide.

I NEI (O NEVI)

 Sono formazioni benigne
 di colore variabile dal marrone chiaro al nero
 a superficie piana o rilevata
 di forma regolare rotondeggiante o ovalare
 di norma hanno piccole dimensioni, inferiori a 6 mm
 raramente presenti dalla nascita (nevi congeniti)
 più spesso insorgono in giovane età fino a 20/30 anni (nevi acquisiti)
 possono aumentare molto lentamente in dimensione o rilievo: questa trasformazione è fisiologica, ossia normale, e rappresenta il processo di ‘maturazione’
 l’asportazione chirurgica di un nevo non è assolutamente pericolosa e deve essere sempre seguita dall’esame istologico.

L’importanza dei nevi è riconducibile al loro rapporto con il melanoma: infatti alcuni nevi possono simularlo. D’altro canto il melanoma può essere associato al nevo o nascere su di esso.

INCIDENZA

E’ in netto aumento in tutto il mondo. In Italia, secondo alcune statistiche, il melanoma ha un incidenza media di 10 casi su 100.000.

ETÀ E SESSO

Il melanoma compare soprattutto tra i 30 e i 60 anni, con una leggera prevalenza nel sesso femminile, dove è spesso localizzato agli arti inferiori, mentre nei maschi è più frequente al tronco. Nei giovani di età inferiore ai 15 anni è molto raro.

FATTORI DI RISCHIO

Vengono riconosciuti quali fattori predisponenti:
 la carnagione chiara
 l’appartenenza a famiglie in cui si sono verificati più casi di melanoma
 la presenza di numerosi nevi congeniti o acquisiti di grandi dimensioni

Controverso è invece il ruolo dell’esposizione alla luce solare: sembra infatti assodato che non sia tanto la prolungata esposizione durante il corso della vita (abitanti di paesi del bacino del Mediterraneo o tropicali), quanto l’esposizione intermittente e intensa soprattutto in età infantile (bagni di sole estivi in spiaggia) a rappresentare un fattore di rischio importante per l’insorgenza del melanoma.

DIAGNOSI PRECOCE

Quando un nevo, presente da sempre o di recente insorgenza, comincia ad assumere qualsiasi di queste caratteristiche:

 diventa di forma irregolare, con bordi frastagliati
 il suo colore cambia anche solo in qualche zona
 si rileva
 cresce
 comincia a sanguinare
 prude

allora è necessario che sia valutato da uno specialista dermatologo ed eventualmente asportato.

Le caratteristiche di un nevo che devono far sospettare la sua trasformazione in melanoma possono essere riassunte in 5 aspetti (ABCDE del nevo):

 Asimmetria
 Bordi irregolari
 Colore disomogeneo
 Dimensioni in generale superiori ai 6 mm
 Evolutività, ossia la sua rapida trasformazione.

La valutazione dermatologica è il primo tipo di esame a cui sottoporsi.

DIAGNOSI ED ESAMI SEGUENTI

Quando il nevo sospetto viene asportato, deve essere sottoposto ad un esame accurato delle cellule che lo compongono (esame istologico), questo permette di fare la diagnosi certa.

Una volta effettuata la diagnosi, è importante accertarsi che il melanoma non si sia già diffuso, dal luogo dove è nato sulla pelle, ad altri organi; per questo vengono eseguiti:
 esami del sangue generali
 radiografia del torace
 ecografia dell’addome
 scintigrafia ossea


L’EVOLUZIONE DEL MELANOMA

Il melanoma è un tumore che nasce nella pelle e che può crescere sia in superficie che in profondità. Le cellule che lo compongono possono, ad un certo punto, staccarsi da tale zona e attraverso la circolazione linfatica raggiungere i linfonodi (in genere linfonodi delle ascelle, inguine, collo); oppure attraverso la circolazione sanguigna raggiungere qualsiasi organo (più frequentemente fegato, polmoni, ossa, cervello) e lì crescere formando una nuova massa tumorale (metastasi).
Il rischio che il melanoma possa diffondersi e dare metastasi è tanto maggiore quanto più alto è il suo spessore. Lo spessore sopra il quale questo rischio comincia ad aumentare è 1 mm.
Il melanoma è perciò sicuramente guaribile solo se viene asportato chirurgicamente nella sua fase iniziale, quando ancora confinato negli strati più superficiali della pelle.
Le metastasi possono essere presenti al momento della diagnosi, oppure comparire a distanza di tempo: per questo è importante che il paziente si sottoponga a visite di controllo periodiche negli anni successivi alla diagnosi. Quando compaiono metastasi l’obiettivo delle terapie è quello di controllarne la crescita, prolungando in questo modo la sopravvivenza.


IL TRATTAMENTO

1) CHIRURGIA

La terapia del melanoma è in primo luogo quella chirurgica. L’asportazione deve comprendere un’area di cute sufficientemente ampia (variabile da 1 a 3 cm) intorno al melanoma, in modo da assicurare la completa rimozione del tumore.
Negli ultimi anni è stata messa a punto una metodica in grado di identificare, in fase molto precoce, la diffusione delle cellule del melanoma nei linfonodi della zona, attraverso la ricerca ed asportazione chirurgica del linfonodo sentinella. Viene chiamato “sentinella” il linfonodo che viene colorato dal mezzo di contrasto iniettato nella zona intorno al melanoma e che quindi dimostra di essere il primo linfonodo a ricevere, dall’area dove si trova il melanoma, la linfa e teoricamente le cellule tumorali che da lì si possono essere staccate. Una volta identificato, il linfonodo sentinella viene asportato e analizzato: se risultano presenti cellule del melanoma si procede all’asportazione di tutti gli altri linfonodi presenti in quella sede; in questo modo si può conoscere da un lato a quanti linfonodi il melanoma si è esteso, dall’altro si asporta tutta la malattia presente. Se il linfonodo sentinella non presenta cellule tumorali, gli altri linfonodi non vengono asportati.

2) TERAPIA MEDICA

Con il termine terapia medica si intende una terapia che si effettua con farmaci. Nel caso dei tumori, può essere effettuata con lo scopo di cercare di ridurre il rischio che il melanoma si ripresenti a distanza di tempo, dopo essere stato asportato (terapia adiuvante o precauzionale); oppure quando il melanoma si è diffuso dando metastasi, con lo scopo di impedirne l’ulteriore diffusione e controllare i sintomi. 
La terapia precauzionale prevede la somministrazione di una sostanza chiamata Interferone, in grado di potenziare le difese del paziente contro le cellule del tumore e in questo modo distruggere le cellule tumorali eventualmente rimaste dopo l’asportazione del melanoma. Il suo utilizzo in questa fase del trattamento è ancora largamente dibattuto, in quanto i risultati degli studi effettuati per verificarne l’efficacia appaiono contrastanti.
Il trattamento medico che si effettua quando sono presenti metastasi del melanoma è la chemioterapia, che può avvalersi dell’uso contemporaneo di più farmaci. Purtroppo attualmente non abbiamo a disposizione chemioterapici veramente efficaci nell’eradicare il melanoma nella sua fase più avanzata. Quindi gli scopi della terapia in questa fase sono: il prolungamento della sopravvivenza, il mantenimento di una buona qualità della vita, il ritardo della comparsa o la palliazione dei sintomi.




Ultimo aggiornamento: 30/11/2010
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    L'immagine ritrovata: la centralità della qualità di vita della paziente oncologica - 8 marzo 2011
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