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Roma, 23 gennaio 2006 - La scorsa settimana è apparso sul quotidiano "La Repubblica" una notizia riguardante il brevetto concesso di recente dal Ministero delle attività produtive ai proff. Ippolito, Passi e Di Carlo riguardante una nuova metodologia per la valutazione dell’olio extravergine di oliva (OEO). Il brevetto è il risultato di una serie di lavori svolti nel corso d questi ultimi anni presso l'Istituto Dermatologico San. Gallicano e presso l’IDI entrambi IRCCS, Istituti di Ricovero e cura a carattere scientifico. Abbiamo chiesto alcuni chiarimenti al Prof. Aldo Di Carlo, responsabile di dermarmatologia infettiva all'istituto San Gallicano. "L’ inizio della ricerca risale agli anni ‘80 quando alcuni dermatologi e biochimici del San Gallicano sotto la guida del Direttore Scientifico dell’epoca il Prof. F. Ippolito, attuale direttore scientifico emerito, dopo una serie di studi sperimentali e clinici rilevarono nel siero dei soggetti affetti da Dermatite seborroica alterazioni dell’equilibrio delle frazioni lipidiche ed un deficit di antiossidanti in particolare di vitamina E, protettiva delle plasmamembrane. In un trial di circa 600 soggetti affetti dalla dermatite e coordinato dal prof Ippolito (anni ‘90) è stato poi dimostrato che il riequilibrio di tali alterazioni attraverso una dieta ricca di acidi grassi polinsaturii e l’aggiunta di antiossidanti in particolare vitamina E (600-800 mg/die) portava alla risoluzione del quadro clinico. L’antiossidante più facilmente reperibile in natura è la Vitamina E contenuta in elevate quantità nell’Olio Extra vergine di Oliva (OEO), che quindi riveste non solo una funzione nutritiva e gustativa ma possiede per questo fatto una vera propria attività farmacologica." Ma come si è arrivati al brevetto per la valutazione quantitativa degli oli di oliva extravergine? " Propio alla luce di questi dati,- continua il Prof. Di Carlo, ci siamo chiesti, ma come è possibile garantire che un OEO abbia la ottimale presenza di vitamina E e degli altri antiossidanti? La risposta può essere data attraverso un completo pannello di esami biochimici che analizzi TUTTI i componenti dell’ OEO e non solo la sua acidità (<1%). Solo i campioni che rispondono ai migliori requisiti in termini di antiossidanti e di frazione insaponificabile possono definirsi “di qualità” e adeguare a questa il giusto prezzo. Questi studi hanno portato ad assegnare da parte della Regione Calabria nel 2003 al Laboratorio di Invecchiamento Cellulare dell’ IDI-IRCCS diretto dal prof. Siro Passi e dotato delle più moderne attrezzature al riguardo (HPLC, Gas-massa etc) la seguente ricerca finalizzata: “L’Olio extravergine della Calabria a confronto con olii extravergini di diversa origine (Nazionali, extranazionali). Valutazione secondo parametri biochimico-analitici (pagella biochimica sec. Ippolito e Passi). Studio Random”. Infine nell’agosto 2005 presso il Ministero delle attività produttive è stato concesso il Brevetto europeo: "Metodo di valutazione qualitativa degli oli di oliva extravergini" (Brevetto A000435 del 8 - 8- 05)." In definitiva la metodologia biochimica impiegata in campo clinico dai ricercatori nel valutare le frazioni lipidiche ed antiossidanti dei soggetti affetti da dermatite seborroica, è stata rielaborata ed applicata alla valutazione dell’ OEO. L’ analisi biochimica completa ed aggiornata di campioni/lotto/anno di OEO viene riportata come “pagella” in ogni bottiglia, sulla quale figura non solo l’acidità ma tutte le frazioni biochimiche che lo compongono, in particolare la frazione insaponificabile e la vitamina E. Solo dall’ insieme di questi parametri è possibile definire la qualità.
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