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30/01/09 La diagnosi precoce è l'unica arma contro il melanoma


Comunica stampa 

Primo Corso dell’Accademia di Formazione Dermato-Oncologica sulle tecnologie diagnostiche

ISTITUTO DERMATOLOGICO SAN GALLICANO:
LA DIAGNOSI PRECOCE È L’UNICA ARMA CONTRO IL MELANOMA
Catricalà: la nostra esperienza a servizio di specialisti,  medici di famiglia e cittadini

 

Roma, 30 gennaio 2009 – Nel corso delle 24.000 visite effettuate nel 2008 presso il Dipartimento di Dermatologia Oncologica dell’Istituto Dermatologico San Gallicano – IFO, diretto dalla Prof.ssa Caterina Catricalà, sono stati diagnosticati 359 nuovi casi di melanomi e 1500 carcinomi. Il melanoma, pur essendo un tumore raro, registra un incidenza in continua crescita: è la quarta neoplasia in Australia e Nuova, Zelanda, la sesta negli USA e la dodicesima in Italia. La media in Italia  è di 12 persone colpite ogni centomila abitanti all’anno,  con età compresa tra i 35 e i 65 anni. E’ molto raro nei bambini, colpisce entrambi i sessi, ma per quello maschile la diagnosi è più tardiva perché meno sensibili alla prevenzione.

“L’unica arma vincente contro il melanoma – afferma la Prof.ssa Caterina Catricalà - resta ancora la diagnosi precoce effettuata da dermatologi esperti ed adeguatamente formati  all’uso delle diagnostiche non invasive ed in particolare alla demoscopia.”

Per divulgare il frutto delle conoscenze e dell’esperienza in materia di prevenzione, diagnostica e terapia dei  Tumori della pelle maturata presso l’Istituto San Gallicano nasce il progetto “Accademia di Formazione Dermato – Oncologica”.     
L’obiettivo è far conoscere nuove tecnologie e metodiche che vanno dall’uso del Dermoscopio alla Videomicroscopia digitale, dal Microscopia confocale alla Termografia  e a tal fine organizzare corsi accreditati ECM di vario livello per migliorare le competenze specialistiche dei dermatologi e per  informare i  medici di medicina generale. Il progetto inoltre prevede la Formazione a distanza dei medici e l’utilizzo  dell web per campagne di prevenzione e informazione  rivolte ai cittadini.

Nei paesi che negli ultimi 40 anni hanno effettuato campagne di educazione e prevenzione la mortalità si è ridotta o stabilizzata, ma a differenza della altre neoplasie e in particolare dei big killer,  negli ultimi 10 anni nessuna procedura chirurgica o di terapia sistemica ha fornito un vantaggio considerevole per la cura e la sopravvivenza nei casi di melanoma. La sopravvivenza è direttamente collegata allo spessore istologico del melanoma, più è superficiale e migliore è la prognosi. Ecco quindi l’importanza della diagnosi precoce.

“Il primo passo – spiega la Prof.ssa Catricalà – per la corretta diagnosi è individuare la popolazione a rischio, rappresentata da chi ha la carnagione chiara, si scotta facilmente e non si abbronza, presenta  un elevato numero di nei, ha già avuto un melanoma o ha avuto almeno un altro caso in famiglia. Il secondo passo è procedere all’esame clinico completo, sia della cute che delle mucose visibili poiché il melanoma può insorgere ovunque sull’epidermide, e infine individuare le lesioni sospette con l’utilizzo della demoscopia”.

Il dermoscopio manuale consente infatti di ingrandire le lesioni e vedere bene la distribuzione della melanina, la sua evoluzione tecnologica è la videomicroscopia digitale che permette al clinico di osservare su un monitor immagini che si possono ingrandire in modo significativo, permettendo lo studio di tutti i parametri utili alla diagnosi di malignità.

“Nel mondo scientifico – sottolinea il Prof. Aldo Di Carlo, Direttore Scientifico dell’Istituto dermatologico San Gallicano - si è sviluppato un grande interesse per questa metodica diagnostica e se fino al 2000 erano un centinaio le pubblicazioni in materia, dal 2001 ad oggi abbiamo oltre 1000 lavori pubblicati sulle riviste indicizzate, relativi anche allo studio di altri tumori cutanei ed alla possibilità di monitorare l’efficacia della terapia in molte malattie infiammatorie o parassitarie della pelle.”

“La dermoscopia – prosegue la Prof.ssa Caterina Catricalà - è il più importante procedimento diagnostico non invasivo per la diagnosi precoce e consente  di aumentare del 35% la sensibilità diagnostica del melanoma rispetto alla visita ad occhio nudo del clinico. Tale capacità si può ottenere solo se l’operatore ha una buona esperienza nell’applicazione della dermoscopia, ed è in grado di interpretare i parametri dermoscopici correttamente altrimenti il rischio è  l’aumento delle asportazioni inutili.”

Domani si dà vita al primo “Corso base”dell’Accademia di Formazione Dermato - Oncologica dal titolo “Lo screening delle lesioni pigmentate cutanee” con l’obiettivo di formare il medico all’analisi della pelle attraverso le immagini: riconoscere le diverse lesioni cutanee e identificare le strutture che la metodica può mettere in evidenza in ciascuna lesione melanocitaria e non, pigmentata e non, benigna o maligna.

I corsi proseguiranno con livello intermedio ed  avanzato  per consentire un miglioramento della appropriatezza delle prestazioni richieste con minore spesa a carico del Sistema Sanitario Nazionale (SSN ) e della appropriatezza diagnostica con migliore prognosi per i pazienti.

L'impiego della digitalizzazione e dell'informatica permette la registrazione delle immagini, facilitando il follow up delle lesioni pigmentate nei soggetti a rischio, ma requisiti fondamentali sono l’acquisizione dell’immagine di alta qualità, la riproducibilità, la semplicità d’uso ed un software dedicato aggiornato ed aggiornabile.        
La DS Medica ha messo a disposizione della Dermatologia Oncologica ISG le più recenti apparecchiature caratterizzate dalla digitalizzazione delle immagini ad altissima definizione e da un  software di ultima generazione per la gestione e l’archiviazione delle immagini che il San Gallicano testerà per primo nell’ottica dell’ampliamento di ulteriori funzioni e per sviluppare consulenze al servizio del territorio.

“Il futuro per la dermatologia oncologica del San Gallicano, – assicura Francesco Bevere, Direttore Generale IFO –  quale centro di eccellenza caratterizzato da alte professionalità specialistiche già dedicate allo studio delle patologie  dermato- oncologiche è la proposta di essere riconosciuti per tale attività come Hub per i dermatologi del territorio sia a livello regionale che nazionale. In quest’ottica quindi la possibilità di utilizzare la teledermatologia: non più il viaggio del paziente dalla periferia al Centro specializzato, ma il percorso corretto e fedele delle immagini per ottenere  teleconsulti dagli specialisti dell’Istituto a quelli della periferia, mettendo loro a disposizione esperienza e conoscenze acquisite anche attraverso la ricerca scientifica.”

Scarica il comunicato stampa

Lorella Salce
Capo Ufficio Stampa IFO
06 52662753  348 5294272

 




Ultimo aggiornamento: 30/01/2009
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