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Il 17 gennaio u.s. si è svolta una meravigliosa festa in occasione dei 40 anni dell’AMSO. C’erano tanti amici dell’associazione, i volontari, i rappresentanti di istituzioni pubbliche, i medici e gli operatori dell’Istituto Regina Elena e una madrina dalla simpatia travolgente, Loretta Goggi che ha tenuto le fila dei vari interventi. Tra i rappresentanti istituzionali ricordiamo la presenza del Prof. Enzo Saraceni, consigliere regionale, ex assessore alla sanità e attuale Presidente dell'Associazione Medici Cattolici, il Presidente del Consiglio Provinciale On.le Pina Maturani, l'Assessore al Comune di Roma Alfredo Antoniozzi. Il Presidente della Repubblica ha inviato un caloroso saluto al Presidente dell’Associazione AMSO, il Prof. Edmondo Terzoli ed ha espresso “apprezzamento per il costante impegno di quanti operano in un settore di grande rilevanza sociale. Le associazioni di pubblica assistenza, avvalendosi del fondamentale sostegno offerto dai volontari costituiscono una grande risorsa per il paese e una testimonianza di profonda adesione ai valori di solidarietà affermati dalla nostra carta costituzionale. “ Il saluto del Prof. Terzoli è stato di sincero ringraziamento ai “meravigliosi volontari”, “ dei quali ci si accorge quando non ci sono”. L’intervento del Prof. Francesco Bevere, Direttore Generale degli IFO, è stato particolarmente coinvolgente poiché ha ricordato con sincero affetto l’amicizia che lo lega all’AMSo da decenni e ha richiamato alla memoria un aneddoto che riguardava il prezioso lavoro svolto dalla Sig.ra Barbasetti nella riabilitazione di un paziente operato alla laringe, il quale scrisse la poesia “Pronto” prima di riuscire finalmente a comunicare al telefono con i figli lontani e quel momento fu particolarmente emozionante per tutti. Questo è uno dei tanti successi quotidiani che AMSO realizza nei nostri reparti, frutto dell’incessante lavoro che il Direttore ha affermato di voler sostenere affinchè possa proseguire nel migliore dei modi. Il Prof. Francesco Cognetti, con la consueta chiarezza ed indiscusso rigore è intervenuto sul diritto alla cura e all’informazione, centrali nel rapporto tra medici e paziente. La storia dei significativi quaranta anni dell’AMSO è stata delineata con le belle parole della sig.ra Fulvia Gualino Cortese - lette dalla figlia Lavinia - ed espresse in una esemplare lettera che ha fatto rivivere i momenti più importanti della Associazione, dai primi, difficili, passi, fino alla più recente affermazione e sviluppo. La relazione della sig.ra Silvana Zambrini ha ripercorso il medesimo tema (i primi quaranta anni!) con aggiunta di importanti particolari a testimonianza della passione che ha mosso tutti fin dall’inizio. Di grande spessore poi l’intervento del Prof. Gaspare Mura, che ha ricordato i fondamenti filosofici che devono sostenere i volontari nella loro attività, dimostrando che in ogni società ed in ogni pensiero – di portata relativa o di assoluta rilevanza storico-filosofica - è sempre stato imperativo il bisogno di rapportarsi all’altro come “persona”. La vicepresidente M. Sofia Barbasetti ha raccontato "la sua" Amso, ma la parte migliore del suo intervento è stata quando la commozione ha avuto la meglio, ed è stata sopraffatta solo da un lungo, unanime e riconoscente affettuoso applauso. Infine il Segretario Generale, sig.ra Pina Cervini , ha ritenuto concludere con quelli che sono i progetti futuri, le iniziative che l’Associazione ha in mente di realizzare: trasportare con un mezzo autonomo i pazienti dalla Casa Amso agli IFO e viceversa, affrontare seriamente la sindrome dell’abbandono che può cogliere chi viene dimesso al suo ritorno a casa, e creare spazi da destinare a musicoterapica, ludoterapia, arteterapia e attività diverse che possano aiutare a superare le malinconie dei periodi di ricovero. Su questi punti il Direttore Generale Bevere ha immediatamente garantito il massimo sostegno possibile. Ma questo è già il futuro dell'AMSO. SINTESI DEGLI INTERVENTI:
Prof. Edmondo Terzoli Presidente AMSO Prof. Francesco Bevere Direttore Generale I.F.O. Prof. Gaspare Mura Docente Filosofia Università Urbaniana e Lateranense Prof. Francesco Cognetti Direttore Oncologia Medica "A" Istituto Regina Elena Sig.ra Silvana Zambrini ex Direttore Generale AMSO Sig.ra Fulvia Cortese Gualino Fondatrice AMSO Sig.ra Maria Sofia Barbasetti di Prun Vice Presidente AMSO Sig.ra Pina Cervini Segretario Generale AMSO
La festa raccontata dal volontario Piero Fantozzi Tutti simpatici, belli, sorridenti, attenti a scorgere dietro abiti scuri e cravatte i colleghi in camice Non ero mai stato ad una festa di un’Associazione di volontariato, anche perché non vi avevo mai appartenuto prima. Credevo fosse simile a quelle degli ex alunni di liceo, o alle altre dei commilitoni di un corso militare, se non di una palestra o di un ufficio. E’ diversa. Ci sono punti di contatto con le feste-ricorrenze citate (e ci risparmiamo per onor di patria battesimi, cresime, matrimoni, promozioni, case nuove, piscine al mare, attici in centro città, presentazioni politiche) perché ci si conosce un po’ tutti anche se “accidenti, ma come si chiama quello….” talvolta non ci ricordiamo nomi, cognomi, fisionomie. Inoltre c’è un “fil rouge” che unisce tutti, il “credo” di questo speciale volontariato. Qui comincia la diversità. Non è tanto importate “show the flag”, vedere ed essere visti, struggersi – come dice Moretti – sul fatto che “si nota di più se ci vado o se non ci vado”, quanto lasciarsi trasportare dal flusso dell’empatia che non può non snodarsi tra tanta gente, tutta assieme, che in un periodo di tempo più o meno breve ha saputo e sa districarsi col dolore, colla umanità, colla proposizione positiva. A celebrare degnamente la festa dei quaranta anni Amso hanno contribuito i ricordi storici, la commozione delle fondatrici, la testimonianza diretta dell’assistenza avuta, le parole di elogio e di stimolo, ma straordinaria è stata la misura, l’ampio convergere di interessi e di attenzioni, nonché i diversi punti di osservazione da cui sono giunti gli interventi. Eravamo in maggioranza volontari, e c’è da esser certi che ascoltare le parole di medici, dirigenti, filosofi, fondatori, tutte riguardanti la nostra attività è stato utile, motivante e forte. Forte di un potere che dà a ciascuno e a tutti altre prove della validità della sua scelta, della necessità dell’apporto della propria parola, sorriso, gesto, espressione. Pazienza se ci sbagliamo: il messaggio di questi quarant’anni va nel verso di proseguire – e a testa alta – nell’impegno che ci siamo presi. Conoscere la storia per capire il presente ed interpretare il futuro: sarà vero? Personalmente ho sempre creduto che sì, questo è vero, e quasi mai ho avuto da pentirmi nell’aver dato credito a chi mi citava fatti storici proprio per meglio orientarmi e capire. Così, anche in una commemorazione che di propositivo avrebbe potuto – per definizione – dar poco, si è potuto scorgere un chiaro indirizzo per il futuro, alcuni spunti per gestire il difficile presente. L’ottima accoglienza della Casa dell’Aviatore, la cui rinomata ospitalità è stata apprezzata da tutti, è stato il giusto complemento di questa ricorrenza, costruita sulle limitate ma appassionate e per questo potenti spalle dei nostri dirigenti e dei loro collaboratori più stretti. A proposito, è tutto filato liscio! Galleria fotografica
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