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Comunicato stampa Istituto San Gallicano, sempre all’avanguardia per la cura della vitiligine PRESENTATE OGGI LE TECNICHE PIÙ INNOVATIVE: TRAPIANTO AUTOLOGO DEI MELANOCITI, LASER E LUCE AD ECCIMERI Ricercatori clinici e pazienti l’alleanza vincente per capire ed affrontare la patologia Roma, 26 Settembre 2009 - La vitiligine è una patologia cronica della pelle caratterizzata da macchie bianche causate dalla carenza o totale mancanza delle cellule responsabili della pigmentazione cutanea, dette melanociti. Colpisce uomini e donne senza differenza di genere con un’incidenza pari allo 0,5-2% della popolazione mondiale. 80 milioni sono le persone affette da vitiligine di cui oltre un milione solo in Italia, la familiarità si riscontra fino al 30% dei casi. La vitiligine può iniziare a qualsiasi età ma nel 50% dei casi si manifesta tra i 10 e i 30 anni. Le persone affette tendono spesso all’isolamento a causa dei disagi sociali e di relazione che possono sperimentare. L’Istituto Dermatologico San Gallicano (ISG) segue in follow up 10.000 persone presso il sevizio di Foto dermatologia e registra 1.000 nuovi casi l’ anno che si sottopongono a diagnosi e terapie. Dopo essere stato il primo centro in Italia ad utilizzare 10 anni fa la fototerapia UVB a banda stretta, “gold standard” nella cura della patologia, ancora una volta primo nel nostro paese introduce un nuovo metodo terapeutico sviluppato a Bordeaux dal Prof. Yvon Gauthier: il trapianto autologo dei melanociti. Studi scientifici dimostrano che questa metodica è poco invasiva, dà buoni risultati estetici ed è di facile esecuzione. Ma non è tutto, l’ISG è il primo Istituto del Centro Sud ad utilizzare il laser e la luce ad eccimeri per la ripigmentazione delle macchie bianche. Il grande vantaggio di tale metodica è che la terapia è mirata e modulabile e non prevede l’irradiamento dell’intera cute ma solo delle aree affette da vitiligine, in questo modo si eliminano in gran parte i rischi e gli effetti collaterali della fototerapia. L’Istituto San Gallicano, come ha sottolineato il Prof. Francesco Bevere, Direttore Generale dell’ISG e dell’Istituto Regina Elena, sta vivendo una crescita esponenziale di attività cliniche e di ricerca e si prepara ad affrontare nuovi obiettivi grazie anche all’acquisizione di tecnologie innovative utili a proseguire e ad incentivare i traguardi clinico scientifici già raggiunti. Gli argomenti accennati sono stati approfonditi nel corso della conferenza stampa che ha visto la partecipazione di : Stefano De Lillo, Membro della Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato, Francesco Bevere, Direttore Generale Istituto San Gallicano e Istituto Regina Elena, Mauro Picardo, Direttore del Laboratorio di Fisiopatologia Cutanea ISG e Giovanni Leone, Responsabile Fototerapia ISG. L’occasione è stata offerta dal convegno “Vitiligine: pazienti e dermatologi a confronto” in programma stamattina e promosso dall’Associazione Ricerca e Informazione per la Vitiligine, Onlus (ARIV). “ In qualità di medico, e di politico, da anni seguo le vicende dei malati affetti da vitiligine – ha affermato Stefano De Lillo - Sono ben cosciente delle difficoltà che essi incontrano nel farsi curare per una malattia che spesso è considerata solo pregiudizio estetico ed invece è tra quelle più invalidanti specie per i rapporti sociali. Dapprima come Consigliere Regionale e ora come Senatore della Repubblica e membro della Commissione Sanità del Senato, mi sono impegnato ad intervenire affinché questi malati abbiano dei punti di riferimento a loro dedicati nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale, ed è per questo che mi congratulo con la Direzione Generale degli Istituti Regina Elena e San Gallicano per l’attività di assistenza e di ricerca svolta a favore dei pazienti affetti da vitiligine, in particolare mettendo a disposizione la nuova tecnica di trapianto cellulare e la fototerapia con laser e luce ad eccimeri; mi impegnerò affinché questa attività possa essere potenziata e possa servire da esempio per altre Strutture nel Paese”. “Questa giornata di studio – sottolinea Francesco Bevere - è il segno concreto dell’impegno e della rilevanza tecnico scientifica e clinica che l’Istituto San Gallicano riesce ad esprimere. Naturalmente vogliamo andare oltre. Desidero confermare l’impegno del Direttore Generale ad acquisire nuove tecnologie ed a determinare ogni miglioramento organizzativo utile a proseguire e ad incentivare i traguardi clinico scientifici già raggiunti. Guardo con grande attenzione all’attivazione di centri di elevata specializzazione quali il Centro Integrato di Ricerca sulla Metabolomica e la Banca del tessuto muscolo scheletrico, ormai pronta a partire. Voglio approfittare di questa occasione così importante per annunciare che d’intesa con il Direttore Scientifico ho appena formalizzato l’adesione dell’ Istituto San Gallicano al consorzio regionale per la realizzazione del centro polifunzionale di medicina rigenerativa, proprio finalizzato alla rigenerazione tissutale. In definitiva l’Istituto Dermatologico San Gallicano si prepara ad affrontare nuovi traguardi partecipando alla realizzazione della banca della pelle.” Non è una malattia contagiosa ma non è neanche un semplice disturbo estetico poiché diverse sono le implicazioni di tipo sistemico legate alla vitiligine. Il primo fattore causale legato alla comparsa di questo disordine cronico della pelle è quello ereditario: “il nostro istituto è impegnato in un progetto internazionale di screening dei geni potenzialmente responsabili della suscettibilità alla vitiligine – ha spiegato Mauro Picardo - si tratta di uno studio coordinato dal prof. Spritz dell’Università del Colorado (USA) e che vede la partecipazione di molti dei maggiori centri americani, europei e asiatici di ricerca clinica e sperimentale sulla vitiligine. Tuttavia se da un lato l’attività di ricerca del Laboratorio Di Fisiopatologia Cutanea, condotta anche in collaborazione con altri istituti di ricerca italiani ed internazionali, ha sottolineato il verificarsi di un’alterazione a livello sistemico alla base della vitiligine dall’altro, in linea coi più recenti indirizzi della ricerca internazionale, sta puntando a verificare quali sono le cause delle specifiche alterazioni funzionali dei melanociti.” Le ricerche in tutto il mondo sono volte non solo a chiarire le cause di questa malattia ma anche al miglioramento delle tecniche terapeutiche. “La nostra esperienza ormai quinquennale con la fototerapia UVB a banda stretta – ha detto Giovanni Leone - ci ha indotto a privilegiare questa metodica terapeutica. Tuttavia sono di grande interesse i risultati preliminari che stiamo ottenendo con il laser e luce ad eccimeri, metodica che consente una terapia mirata e modulabile solo delle aree affette da vitiligine senza interessare l’intera cute, in questo modo si eliminano in gran parte i rischi e gli effetti collaterali della fototerapia.” “Tra le novità l’ultima frontiera in campo terapeutico è rappresentata dal trapianto autologo di melanociti e cellule basali – prosegue Leone - che rappresenta una possibile terapia per forme di vitiligine segmentaria, caratterizzata disposizione segmentaria e metamerica delle lesioni , scarsa evolutività in quanto tende ad arrestarsi dopo un anno e risposta incompleta alla fototerapia e ad altri trattamenti.” La tecnica di trapianto autologo di melanociti prevede il prelievo di un piccolo frammento superficiale di cute dal cuoio capelluto, preparazione del materiale prelevato attraverso una complessa procedura di dissociazione e selezione delle cellule epidermiche e conservazione in condizioni standardizzate . Quindi nell’arco di 24 ore la sospensione cellulare viene iniettata in bolle appositamente create con la crioterapia nella zona colpita da vitiligine. Successivamente la zona viene sottoposta a medicazioni e dopo circa 10 giorni, si procede alla stimolazione delle cellule impiantate e dei melanociti con il laser ad eccimeri, per arrivare alla ripigmentazione completa della zona osservabile dopo circa tre mesi. “La vitiligine è conosciuta sin dall’antichità, – racconta Aldo Di Carlo, Direttore Scientifico dell’Istituto San Gallicano - vi sono tracce in testi ayurvedici, e già Mercuriale, medico del ‘600, ne attribuiva la causa allo stress. Oggi le nostre conoscenze su questa patologia sono notevolmente progredite, tuttavia c’è ancora molta strada da percorrere. Il dato veramente innovativo di questa riunione è la possibilità di procedere insieme ai malati nel cammino delle conoscenze, con il reciproco vantaggio per i pazienti di essere aggiornati sullo stato delle ricerche e per lo specialista di acquisire dati e indicazioni dirette di questa patologia .” Scarica la cartella stampa Lorella Salce 06 52662753 348 5294272
Simona Barbato 06 52662860 3496480629
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