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Roma 5 Febbraio 2010 - Il 9 febbraio prossimo il Dr. Antonio Cristaudo, Responsabile del Servizio di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, terrà presso il Centro Congressi R. Bastianelli il Seminario intramurale dal titolo “Reazioni allergiche da tatuaggio”. Il termine tatuaggio deriva dal polinesiano tatau e rappresenta una tecnica di decorazione del corpo. Sin dalle sue origini, la tecnica del tatuaggio prevedeva che la decorazione dovesse durare per sempre; tuttavia recentemente sono state inventate nuove tecniche capaci di dar vita a tatuaggi temporanei, che scompaiono mano a mano che la pelle viene lavata (tatuaggi all’hennè). Il tatuaggio permanente prevede invece l’incisione dell’epidermide tramite una speciale macchinetta che la fora attraverso tante piccole punture al fine di consentire alle sostanze coloranti di penetrare nella pelle. “Le reazioni avverse ai liquidi utilizzati per i tatuaggi – spiega il Dott. Antonio Cristaudo - sono perlopiù reazioni infiammatorie che comprendono reazioni granulomatose, reazioni lichenoidi, dermatiti allergiche da contatto e pseudolinfomi. Le reazioni granulomatose sono di solito reazioni di ipersensibilità ritardata ai pigmenti e devono essere nettamente distinte dalle manifestazioni cutanee di una sarcoidosi sistemica. Le reazioni allergiche ai pigmenti contenuti nei colori sono piuttosto rare, eccetto per alcuni tipi di rossi e verdi. Gli pseudolinfomi post tatuaggio possono essere di tipo T o B a seconda della popolazione cellulare maggiormente rappresentata e si manifestano più frequentemente nelle aree rosse pur essendo stati descritti pseudolinfomi su zone blu (Sali di cobalto) o verde (Sali di cromo). Le indagini immunoistochimiche e di biologia molecolare possono essere effettuate per la conferma diagnostica dei casi dubbi.”
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