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Roma, 10 Maggio 2010 - Martedì 11 maggio dalle ore 13,30 si terrà presso il Centro Congressi “R.Bastianelli” il seminario intramurale della Dr.ssa Angela Ferrari del Dipartimento Clinico-Sperimentale di Dermatologia Oncologica dell’ Istituto San Gallicano, dal titolo“Dermatofibromi: aspetti tipici e atipici in demoscopia”. Il dermatofibroma è una comune neoplasia benigna che può presentarsi come macula, placca o nodulo, singolo o multiplo, di colore variabile dal rosa al marrone-bluastro, composta da fibroblasti, istiociti, fibre collagene e stroma vascolarizzato, in quantità variabili. Sebbene la diagnosi clinica del dermatofibroma possa essere stabilita, nella maggior parte dei casi, clinicamente, in alcuni casi, la distinzione con altri tumori cutanei, soprattutto con il nevo di Spitz e con il melanoma, può risultare estremamente difficile. Gli aspetti dermoscopici del dermatofibroma sono, tuttavia, abbastanza peculiari, permettendo quasi sempre una diagnosi definitiva. “Il clue dermoscopico di tale neoplasia è rappresentato da un’area bianca centrale simil-cicatrice circondata da un sottile reticolo pigmentato che sfuma gradualmente verso la cute sana circostante o da una pigmentazione omogenea di colore marrone chiaro – spiega la Dr.ssa Ferrari - Desquamazione e strutture simil-globulari o ring-like possono essere occasionalmente osservati all’interno del dermatofibroma. Un reticolo bianco centrale, diffuso o irregolarmente distribuito, una sottile rete di pigmento o una pigmentazione omogenea localizzati in tutta la lesione ed aree bianche multiple, sono state riportate come ulteriori caratteristiche locali. Sulla base della diversa combinazione di tali criteri, sono stati descritti 10 patterns, raggruppati in 2 categorie, quelli con rete di pigmento e quelli senza rete, ed un pattern atipico, caratterizzato da una distribuzione irregolare delle varie strutture. Da un’analisi comparativa tra osservazione dermoscopica polarizzata a contatto e non a contatto, è risultato che, con l’utilizzo della prima, si possono osservare sottili strutture lineari bianche, brillanti (definite “chrysalis structures”) ed un alone di pigmentazione diffusa di colore variabile dal rosa al rosso, al violetto intorno all’area bianca simil-cicatrice, mentre con la seconda si rendono evidenti una tinta rosa-rosso sovrastante l’area bianca centrale e strutture vascolari (in particolare vasi puntiformi). Un pattern multicomponente è stato osservato in alcuni casi di dermatofibroma emosiderotico ed aneurismatico, varianti clinico-istologiche di dermatofibroma, ed in casi di tumori di “collisione” o composti in cui gli aspetti clinico-dermoscopici classici del dermatofibroma sono associati a criteri tipici di cheratosi seborroica, lesione melanocitica o carcinoma basocellulare. In tutti i casi di pattern multicomponente o atipico, anche la diagnosi differenziale dermoscopica con il melanoma può risultare difficile. A questo proposito è importante ricordare che il melanoma dermatofibroma-like rappresenta uno dei principali pitfall diagnostici. In tutti i casi di difficile interpretazione è, pertanto, di fondamentale importanza eseguire una escissione chirurgica ed un esame istologico al fine di stabilire una diagnosi definitiva. “Nel corso del seminario – conclude la dr.ssa Ferrari - riporteremo una serie di casi di dermatofibroma con aspetto dermoscopico usuale ed inusuale in parte istologicamente accertati, tutti osservati e documentati presso l’ambulatorio di lesioni pigmentate della Dermatologia Oncologica del nostro Istituto, con particolare interesse per quelli di difficile interpretazione clinico-dermoscopica.”
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