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Roma, 17 Maggio 2010- Giovedì 20 Maggio dalle ore 13.30 si terrà presso il Centro Congressi “R.Bastianelli” il seminario intramurale della Dr. Maria Grazia De Rocco della Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale dell’ Istituto San Gallicano, dal titolo “Allergie alimentari e dermatite atopica”. “La dermatite atopica, detta anche eczema costituzionale, è sicuramente una delle patologie dermatologiche di più frequente riscontro nell'età pediatrica – afferma la Dr.ssa De Rocco - L'età media di comparsa dei sintomi si aggira intorno all'ottavo mese ma in più di un terzo dei casi la malattia insorge in maniera caratteristica già dal 3°-4° mese di vita. E’ una malattia cutanea infiammatoria, geneticamente determinata, a decorso cronico-recidivante, pruriginosa, le cui lesioni hanno una distribuzione tipica che varia a seconda dell'età. Fattori genetici e fattori ambientali condizionano aspetti fondamentali della malattia: eccessiva risposta immunitaria di tipo 2 (TH2) verso allergeni ambientali, iperreattività infiammatoria cutanea verso diversi stimoli , deficit della barriera epidermica. Le manifestazioni cutanee possono essere diverse e sono rappresentate da xerosi, prurito, maculo-papule eritematose associate o meno a vescicole e essudato in fase acuta e da eritema e/o lichenificazione in fase cronica. “E' stato dimostrato – prosegue la specialista - che l'allergia alimentare gioca un ruolo importante nella patogenesi della dermatite atopica colpendo circa 1/3 dei bambini. Gli allergeni alimentari più comunemente chiamati in causa sono: latte vaccino, uovo, grano e soia. Secondo vari studi, la prevalenza di allergia alimentare in bambini con dermatite atopica oscilla nel range compreso tra il 20% e 80%, ma può essere stimata pari al 30% La diagnosi di allergia alimentare nella dermatite atopica, si avvale di test in vitro (IgE sieriche specifiche per alimenti) e in vivo (prick test e prick by prick). Da alcuni anni, sono stati introdotti nella procedura diagnostica, gli atopy patch test (APT) con alimenti, poiché a differenza dei prick test (SPT) e del dosaggio delle IgE sieriche specifiche, i quali evidenziano reazioni immediate, i patch test possono avere un valore predittivo per reazioni tardive. Nella pratica clinica rivestono particolare importanza gli scoring systems, che permettono la valutazione della gravità della malattia nel paziente, la valutazione obiettiva dell'andamento clinico e il calcolo dell'impatto della terapia.”
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