|
La terapia della SM comprende il trattamento preventivo, il trattamento delle ricadute cliniche ed il trattamento dei sintomi. Terapie preventive: Prima del 1993 non esistevano farmaci approvati peri il trattamento della SM in grado di modificare la storia naturale della malattia. Attualmente esistono numerosi farmaci, immunomodulanti e immunosoppressori in grado di modificare la progressione della malattia, ridurre la frequenza degli attacchi e l’accumulo di disabilità col tempo. La loro azione protettiva produrrà i suoi effetti nei mesi o negli anni successivi l’inizio del trattamento. Le terapie disponibili sono molteplici ma è importante discutere con il proprio neurologo curante riguardo la scelta di tali farmaci al fine di determinare quello più idoneo per la specifica forma di malattia. Trattamento delle ricadute cliniche. Una ricaduta clinica si definisce come un episodio caratterizzato dalla comparsa di un nuovo sintomo neurologico o il peggioramento di un vecchio sintomo della durata di almeno 24 ore avvenuto in assenza di alterazioni metaboliche. Usualmente le ricadute evolvono in 1-7 giorni e si risolvono nel giro di alcune settimane o mesi. Alcuni sintomi possono persistere in maniera permanente.L’esposizione a caldo eccessivo o a situazioni particolarmente stressanti potrebbe indurre un peggioramento clinico con la ricomparsa di vecchi sintomi e causare la sensazione di una nuova ricaduta. I corticosteroidi ad alto dosaggio sono considerati il trattamento delle ricadute cliniche, riducendone la durata e gli esiti residui. Vengono somministrati per via endovenosa per 3-5 giorni consecutivi. Alcuni medici fanno seguire la terapia infusionale con steroidi a scalare per via orale. Terapie sintomatiche. In questa categoria rientrano sia le terapie farmacologiche sia l’insieme di trattamenti fisici e riabilitativi messi in atto per gestire i sintomi della SM in un’ottica di approccio interdisciplinare. Le terapie sintomatiche intervengono sui sintomi ma non sui meccanismi alla base della SM che provocano il danno al sistema nervoso centrale: non modificano quindi l’evoluzione della malattia ma migliorano la qualità di vita.
|