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05/01/12 Allarme Filler, i consigli dell'esperto ISG


Roma, 05 gennaio 2012 - Norma Cameli, responsabile della dermatologia estetica dell’Istituto Dermatologico San Gallicano commenta l’articolo apparso ieri su “Repubblica” e offre consigli riguardo l’uso dei filler che dopo le protesi al seno potrebbero essere al centro di uno scandalo.
                                     
“Attualmente i filler più utilizzati per trattare le rughe, le cicatrici e aumentare i volumi del volto sono i filler riassorbibili a base di acido ialuronico una sostanza naturale e sicura,  mentre i filler permanenti e semi-permanenti, più rischiosi,  a base di sostanze sintetiche (come i poliacrilati) non vengono quasi più utilizzati. Il problema sorge  se le sostanze utilizzate non sono di buona qualità, come riportato recentemente dalla stampa inglese .
I filler non appartengono alla categoria dei farmaci iniettabili, per cui non è obbligatorio seguire l’iter di sperimentazione necessario a confermarne la sicurezza e l’efficacia.  Ne consegue che non tutte le sostanze utilizzate vengono sottoposte a rigorosi studi scientifici e sperimentazioni, ma – conclude l’esperta – i professionisti seri utilizzano esclusivamente prodotti testati e sicuri.”
 
I pazienti si possono comunque tutelare sapendo che:
1)  solo laureati in medicina e chirurgia ed iscritti all’albo professionale possono iniettare i filler ;
2)  è necessario diffidare di medici che asseriscono di essere laureati in università  non riconosciute ufficialmente, dei medici che operano in strutture non mediche o in ambulatori non a norma,  dei medici che non danno spiegazioni esaurienti sul tipo di sostanza che iniettano,  sui risultati e sugli eventuali effetti collaterali;
3) E’ importante che il medico rilasci il “documento” del prodotto che è stato iniettato. Ogni filler di buona qualità è infatti dotato di un tagliandino di riconoscimento che riporta la marca, la sostanza che costituisce il filler, il lotto di produzione e la data di scadenza.
4) Il medico deve sempre aprire la confezione davanti alla persona che si sottopone al trattamento.
5) Il prezzo alto non è garanzia di trasparenza, ma sicuramente prezzi troppo bassi debbono fare sospettare.



Ultimo aggiornamento: 12/01/2012
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