|
Roma, 27 marzo 2012 - Si sta svolgendo a Viareggio la 12° edizione dei Corsi di aggiornamento della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST). I corsi sono dedicati alla patologia cutanea dell’anziano, alla patologia cutanea in gravidanza, alle reazioni avverse cutanee da farmaci e a cute e ambiente. Partecipa all’incontro anche il Direttore Scientifico dell'Istituto San Gallicano Aldo Di Carlo, che affronta il tema delle Malattie Sessualmente Trasmesse. "Le malattie sessualmente trasmesse (MST) contratte in gravidanza - spiega Di Carlo - possono essere associate ad esiti negativi della gravidanza stessa, quali aborto, parto pretermine, basso peso alla nascita, infezioni congenite, anomalie congenite e neurologiche a lungo termine, disabilità. Alcune MST hanno una maggiore prevalenza in gravidanza come ad esempio l'herpes genitale, mentre minore è la frequenza di infezione HIV e sifilide. Le linee guida americane Centers for Disease Controland Prevention (CDC) 2010 sulle MST, raccomandano fortemente alla prima visita prenatale controlli relativi alle seguenti malattie: chlamydia, gonorrea, epatite B, HIV, sifilide.” “Le malattie sessualmente trasmissibili - prosegue Di Carlo - possono, in gravidanza, contagiare il bambino rispettivamente prima, durante o dopo la nascita. Alcune malattie a trasmissione sessuale, come la sifilide, attraversano la placenta e possono infettare il feto, mentre altre, come la gonorrea, l'infezione da clamidia, l’epatite B, e l'herpes genitale possono essere trasmesse dalla madre al bambino alla nascita attraverso il passaggio nel canale del parto. L'HIV può infettare il bambino sia attraverso la placenta durante la gravidanza, sia al momento del parto e, diversamente dalla maggior parte delle altre MST, con l'allattamento. Tra le complicanze delle infezioni MST in gravidanza occorre ricordare il parto prematuro, la rottura prematura delle acque ed anche, meno frequentemente una endometrite post-partum. La sifilide congenita continua a rappresentare tuttora un problema di morbilità e mortalità perinatale. Nonostante il basso costo e la efficacia della semplice e non dispendiosa terapia penicillinica, lo screening e il trattamento della sifilide materna non sempre vengono considerati proprio nelle aree con più elevata pressione di sifilide congenita. Le donne che risultano negative per l'epatite B possono essere vaccinate contro l'epatite B in gravidanza". “I condilomi –sottolinea l’esperto - spesso aumentano di numero e di dimensioni in gravidanza. In tal caso sono da evitare farmaci utilizzati per combattere l’infezione: podofillina e imiquimod. L’ infezione HPV (ceppi del virus 6 e11) può determinare anche se raramente, la papillomatosi respiratoria nel neonato attraverso un passaggio transplacentare, al momento del parto, o postnatale". “Per quanto riguarda l’herpes acuto sul finire di gravidanza – conclude Di Carlo - il rischio di trasmissione al neonato da madre infetta è molto elevato qualora la madre abbia acquisito l’herpes genitale poco prima del parto (30/50%) mentre è molto più basso, meno dell’1%, se l’infezione materna è stata acquisita durante i primi mesi di gravidanza o se la donna presenta una recidiva da una precedente infezione. Le guide linea CDC raccomandano il parto cesareo per prevenire l’infezione neonatale in presenza di herpes genitale al momento del parto". Programma
|