Seminario ISG

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Martedì 07 novembre la dermatologa Anna Carbone terrà il seminario intramurale del San Gallicano dal titolo “Lesioni melanocitarie con pattern globulare fluttuante intra-epidermico”. L’appuntamento è alle ore  13.30 presso l’aula C  “Ferdinando Ippolito” del Centro Congressi Multimediale IFO. 
 "La dermoscopia è una tecnica diagnostica non invasiva, che permette di valutare le strutture al di sotto della superficie cutanea – spiega Carbone - non ugualmente apprezzabili alla sola ispezione clinica. Questa metodica ha trovato largo impiego soprattutto nello studio delle lesioni pigmentate e a tal fine ha identificato diversi pattern demoscopici che permettono di identificare le lesioni melanocitarie e non-melanocitarie della cute, aumentando notevolmente l'accuratezza diagnostica del melanoma. Dato che il melanoma negli stadi avanzati è ancora per lo più incurabile, una diagnosi precoce è fondamentale per ridurre la mortalità ed in quei casi in cui la demoscopia non permette una diagnosi conclusiva, prima dell'asportazione della lesione, è a disposizione la microscopia confocale in vivo (RCM), che rappresenta un link tra dermoscopia ed istopatologia, per una caratterizzazione microscopica non invasiva della lesione con risoluzione cellulare". 
"Nel caso di lesioni melanocitarie in fase di accrescimento – continua Carbone -  il pattern dermoscopico più comune è quello "globulare". Il pattern globulare consiste in aggregati di strutture pigmentate rotonde o ovali di colore variabile dal marrone scuro al marrone più chiaro, fino al grigio-blu. Il colore dei globuli alla dermoscopia è correlato alla localizzazione anatomica dei nidi melanocitari che compongono i globuli. Il colore marrone è correlato a strutture presenti a livello della giunzione derma-epidermica DEJ, mentre il colore grigio-blu è correlato a strutture globulari presenti nel derma papillare e reticolare. Alla microscopia confocale il pattern globulare corrisponde alla presenza di nidi melanocitari localizzati a livello della giunzione derma-epidermica DEJ e del derma superficiale e profondo".
"Questa metodica – conclude Carbone - a differenza della demoscopia, consente di poter valutare anche la morfologia cellulare all'interno dei nidi al fine di identificare la presenza di atipie citologiche nel contesto di una lesione in accrescimento. Nei soggetti adulti (>36 anni), inoltre, la presenza di lesioni melanocitarie con pattern globulare in accrescimento alla demoscopia deve comunque essere meglio identificato con la microscopia confocale al fine di identificare le lesioni a rischio".