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18 Agosto 2022
Studio San Gallicano – Università La Sapienza su malattia di Lyme
Roma, 18 agosto 2022 – All’Istituto Dermatologico San Gallicano si studiano terapie mirate per la cura della malattia di Lyme, un’infezione batterica che può attaccare l’essere umano attraverso il morso di una zecca: la Borrelia burgdorferi. La malattia è tra le più comuni tra quelle trasmesse dalle zecche nel nostro emisfero con migliaia di persone colpite ogni anno. E’ inoltre una patologia multisistemica che coinvolge la cute, il sistema nervoso centrale, il cuore, le articolazioni e l’occhio. Nella maggior parte dei casi i segni clinici più frequentemente sono di origine cutanea con irritazioni facilmente riconoscibili e che aiutano nella diagnosi della malattia e nel trattamento con antibiotici. Spesso però, la risposta dell’organismo al batterio si sviluppa tardivamente con forme più resistenti della malattia causate dalla cronica persistenza di un germe produttore di biofilm. Un aggregato di microrganismi che aderiscono ad una superficie, protetti da una pellicola che loro stessi secernono, in grado di resistere all’azione del sistema immunitario e ai trattamenti antimicrobici.
“L’obiettivo quindi dello studio – come spiega Ilaria Cavallo, della microbiologia e virologia del San Gallicano – è quello di isolare e caratterizzare il biofilm di Borrelia in modo da trovare delle terapie antibiotiche mirate.”
Lo studio “Babel” vede la collaborazione tra, il San Gallicano e l’Università “La Sapienza” di Roma ed è finanziato dall’associazione Lyme e Coinfezioni, organizzazione di volontariato impegnata, attraverso campagne di formazione e sensibilizzazione, nella diffusione della conoscenza della Malattia di Lyme.
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