L'IRE protagonista nel progetto europeo sulla medicina oncologica personalizzata

L’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) partecipa alla Joint Action europea sulla Medicina Oncologica Personalizzata (JA-PCM), un’importante iniziativa che coinvolge 29 Paesi e oltre 140 organizzazioni con l’obiettivo di migliorare l’accesso a cure oncologiche sempre più mirate, efficaci e sostenibili in tutta Europa. Il progetto è stato avviato ufficialmente durante il meeting che si è svolto a Bruxelles a gennaio 2026, alla presenza dei principali attori europei impegnati nella ricerca e nell’innovazione in ambito oncologico. Il ruolo dell’Istituto Regina Elena All’interno del progetto, l’Istituto Tumori Regina Elena è coinvolto in diversi gruppi di lavoro e svolge un ruolo di co-leadership nel Work Package 10, dedicato alla cosiddetta prevenzione terziaria, cioè alla fase successiva alle cure. L’idea di fondo è semplice ma innovativa: la fine delle terapie non coincide sempre con la fine dei rischi. Per questo il progetto mira a trasformare il follow-up tradizionale in un sistema di prevenzione attiva e personalizzata, capace di individuare precocemente eventuali recidive o complicanze tardive. In questo ambito, l’IRE contribuirà anche attraverso l’uso della biopsia liquida, uno strumento che consente di monitorare nel tempo l’evoluzione della malattia con modalità meno invasive. Un’Europa più equa nella cura dei tumori Coordinata dall’istituto belga di sanità pubblica Sciensano, la Joint Action JA-PCM punta a costruire un modello europeo condiviso che accompagni il paziente oncologico lungo tutto il percorso di cura: dalla prevenzione alla diagnosi, dal trattamento al follow-up, fino alla gestione a lungo termine dopo le terapie. La medicina oncologica personalizzata rappresenta oggi una delle evoluzioni più importanti della lotta contro il cancro: significa adattare le cure alle caratteristiche specifiche di ogni persona e del suo tumore, tenendo conto della storia clinica, dei fattori genetici e delle esigenze individuali. I progetti pilota: dalla prevenzione al monitoraggio a distanza La Joint Action lavora su sette aree strategiche, tra cui:
  • prevenzione basata sul rischio individuale
  • individuazione della predisposizione genetica ai tumori
  • utilizzo di test innovativi come la biopsia liquida
  • modelli di trattamento più mirati
  • soluzioni digitali per il monitoraggio dei pazienti anche da remoto
Queste attività sono affiancate da azioni trasversali su formazione, qualità, uso sicuro dei dati, aspetti etici e valutazione delle nuove tecnologie sanitarie. Una ricerca che guarda ai pazienti “La partecipazione alla Joint Action JA-PCM rappresenta un’importante opportunità di crescita scientifica e istituzionale – sottolinea Giovanni Blandino, Direttore Scientifico ff IRE – e ci consente di contribuire allo sviluppo di modelli innovativi di oncologia personalizzata, con ricadute concrete a beneficio dei pazienti”. Con la partecipazione a JA-PCM, l’Istituto Tumori Regina Elena conferma il proprio impegno nella ricerca europea di qualità, orientata all’innovazione e alla centralità della persona.
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