23ª Raffaele Tecce Memorial Lecture: Denis Wirtz e le nuove mappe 3D del cancro

Come si presenta un tumore se lo si osserva non più come una massa indistinta di cellule, ma come una vera e propria città tridimensionale, dove ogni cellula occupa una posizione precisa, dialoga con le vicine e contribuisce a determinare la risposta alle terapie? È questa una delle domande che hanno guidato la 23ª Raffaele Tecce Memorial Lecture, ospitata oggi all'IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena.

L'iniziativa, dedicata alla memoria di Raffaele Tecce, ricercatore, collega e amico che ha lasciato un segno profondo nella comunità scientifica dell'Istituto, ha visto come ospite d'eccezione il Prof. Denis Wirtz, Vice Provost for Research della Johns Hopkins University di Baltimora e tra le personalità più autorevoli a livello mondiale nel campo della biologia dei tumori.

Fisico e ingegnere di formazione, Wirtz è stato tra i primi studiosi a dimostrare come le proprietà fisiche e meccaniche del microambiente tumorale influenzino la crescita del cancro e la formazione delle metastasi. Negli ultimi anni la sua ricerca ha aperto nuove prospettive nella cosiddetta biologia spaziale, un approccio che integra imaging avanzato, intelligenza artificiale e analisi multi-omiche per ricostruire tumori e organi umani in tre dimensioni, fino al livello della singola cellula.

Al centro della Lecture, intitolata "3D Mapping of Whole Organs and Tumors at Single-Cell Resolution", i risultati di una nuova generazione di tecnologie capaci di produrre vere e proprie mappe digitali dei tessuti, in cui ogni cellula viene identificata, localizzata e studiata nel contesto delle sue relazioni con le cellule circostanti.

Una sorta di "Google Maps" del tumore che consente di osservare come le diverse popolazioni cellulari si organizzano nello spazio, come interagiscono tra loro e come queste dinamiche influenzino l'evoluzione della malattia e la risposta ai trattamenti.

Questi strumenti stanno contribuendo a ridefinire la comprensione dell'eterogeneità tumorale, uno dei principali ostacoli alla medicina di precisione. Non tutti i tumori, infatti, sono uguali: anche all'interno della stessa lesione convivono cellule con caratteristiche biologiche differenti. Conoscere la loro distribuzione e le loro interazioni significa individuare nuovi bersagli terapeutici e sviluppare strategie sempre più personalizzate.

La partecipazione numerosa di ricercatori, clinici, biologi, studenti e professionisti sanitari ha confermato il valore della Lecture come momento di confronto internazionale sulle frontiere della ricerca oncologica e sulle tecnologie che stanno trasformando il modo di studiare e curare il cancro.

L'incontro si inserisce nella tradizione scientifica della Raffaele Tecce Memorial Lecture, che da oltre vent'anni porta all'IRE alcuni dei protagonisti della ricerca biomedica mondiale, mantenendo vivo il ricordo di uno scienziato che ha contribuito alla crescita culturale e scientifica dell'Istituto.

 

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