L’IRE al HEAL ITALIA Forum 2026: biopsia liquida, prevenzione e medicina predittiva al centro del confronto nazionale

Da sinistra: Lorella Salce, Carlotta Frascolla, Giovanni Blandino, Emanuela Miceli, Matteo Allegretti, Sabrina Strano

L’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena ha partecipato al HEAL ITALIA Forum 2026, organizzato magistralmente nel bellissimo Real Teatro Santa Cecilia di Palermo il 5 e 6 giugno, con una delegazione multidisciplinare che ha attraversato tutte le sessioni del programma: dalla ricerca traslazionale al trasferimento tecnologico, dalla sperimentazione clinica alla comunicazione scientifica. 

IFO-IRE è Membro Fondatore di HEAL ITALIA dal 2022 e partecipa al programma di ricerca nell’ambito del cluster Oncologia. Il Centro di Biopsia Liquida IRE è hub del network delle Officine per la Medicina di Precisione: officinemedicinadiprecisione.it

Il Forum — intitolato “Dalla medicina per tutti alla medicina per ciascuno” — ha riunito i partner del network HEAL ITALIA, tra università, IRCCS, aziende del settore Life Science e istituzioni, per presentare i risultati del programma finanziato dal PNRR e tracciare le prospettive future dell’ecosistema italiano della medicina di precisione.

Giovanni Blandino, Direttore Scientifico di IFO-IRE, ha partecipato alla prima tavola rotonda — “La medicina di precisione e PNRR: la rivoluzione gentile per la resilienza e la competitività della ricerca” — come referente dell’hub IRE per la biopsia liquida nelle Officine per la Medicina di Precisione (OPM). Nel corso dell’evento, Blandino è stato premiato dalla Fondazione HEAL ITALIA per il contributo scientifico finora apportato al network.

Nel suo intervento, ha delineato tre direttrici su cui il network può incidere concretamente.

La prima è la standardizzazione delle procedure: la collaborazione con i partner industriali è indispensabile per creare le condizioni di riproducibilità e affidabilità che ancora mancano in alcuni ambiti della biopsia liquida, precondizione per una sua adozione su larga scala nella pratica clinica.

La seconda è l’evoluzione verso una biopsia liquida integrata: non più limitata all’analisi del DNA tumorale circolante, ma capace di includere RNA, metaboliti e altri biomarcatori molecolari. Un approccio multiomico che può restituire un quadro biologico del paziente molto più completo, aprendo la strada a una medicina davvero predittiva e preventiva.

La terza — e la più sfidante sul piano sistemico — riguarda il ruolo della biopsia liquida nella prevenzione. Oggi questo strumento è prevalentemente impiegato nel follow-up e nella gestione della malattia oncologica avanzata, mentre resta sottoutilizzato proprio nella fase in cui potrebbe fare la differenza: l’identificazione precoce del rischio. Blandino ha indicato nel cambio di questo paradigma uno dei compiti più importanti che il network HEAL ITALIA può assumere, anche orientando gli investimenti in questa direzione.

La ricercatrice Carlotta Frascolla ha presentato un poster scientifico nell’ambito dello Spazio Ricercatori, illustrando i risultati di una ricerca sull’integrazione tra piattaforme di organoidi patient-derived (PDO) e analisi di biopsia liquida per il trattamento personalizzato del tumore alla vescica. Il lavoro — firmato insieme a Blandino, Allegretti e il gruppo di ricerca IRE — dimostra la fattibilità di un approccio combinato che utilizza campioni di sangue e urine per affiancare e arricchire i dati funzionali ottenuti dagli organoidi, con l’obiettivo di migliorare la stratificazione dei pazienti e la selezione terapeutica. Presente anche Sabrina Strano, ricercatrice attiva nella ricerca dei biomarcatori circolanti degli eventi avversi nei trattamenti oncologici.

Il tema biopsia liquida è molto caro ai vertici IFO “La partecipazione al HEAL ITALIA Forum testimonia l’impegno concreto dell’Istituto in un network che condivide la nostra stessa visione: portare la medicina di precisione dalla ricerca alla pratica clinica quotidiana. La biopsia liquida è uno degli strumenti più promettenti in questa direzione e continuiamo a investire su di essa — in termini di competenze, infrastrutture e collaborazioni — convinti che un accesso più ampio a questa tecnologia possa fare una differenza reale per i pazienti oncologici», dichiara Livio De Angelis, Direttore Generale di IFO.

Infine, alla Tavola Rotonda 5 — “Comunicare la salute nell’era della medicina di precisione: linguaggi, media e accessibilità dell’informazione scientifica per cittadini e pazienti” — Lorella Salce, responsabile del Servizio Comunicazione, Stampa e Relazioni Esterne di IFO, ha portato un contributo sul ruolo strategico della comunicazione negli IRCCS. Tre i concetti al centro: il rigore scientifico come standard irrinunciabile nella divulgazione; il valore delle immagini per raggiungere e illustrare nuove opportunità di cure a un pubblico che legge sempre meno; e la capacità degli IRCCS di anticipare temi complessi, costruendo consapevolezza nel cittadino prima che quei temi diventino urgenza pubblica.

La delegazione IRE presente a Palermo insieme a Blandino, oltre a Frascolla, Strano e Salce,  era composta da Matteo Allegretti, ricercatore attivo sul tema della biopsia liquida; Emanuela Miceli, referente del Technology Transfer Office; Samantha Mengarelli, del Grant Office.

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