IRE e la startup Golgenia insieme contro la chemioresistenza dei tumori

L'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) amplia la collaborazione con la startup biotech Golgenia per sviluppare nuove strategie terapeutiche contro uno dei principali ostacoli alla cura dei tumori: la resistenza alla chemioterapia.
In alcuni casi, infatti, le cellule tumorali sviluppano la capacità di resistere ai farmaci, riducendo progressivamente l'efficacia delle terapie. Comprendere questo fenomeno e individuare nuove strategie per superarlo è una delle sfide più importanti della ricerca oncologica.

Dopo una prima fase pilota avviata nel 2025, il progetto entra ora in una fase più ampia e strutturata grazie a un nuovo investimento di circa 250 mila euro da parte di Golgenia, destinato a sostenere le attività di ricerca preclinica nei prossimi due anni.

Una collaborazione tra ricerca pubblica e innovazione biotech

Il progetto è sviluppato d'intesa con Giovanni Blandino, Direttore Scientifico dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, e Khalid Islam, Chief Executive Officer di Golgenia.
Il coordinamento scientifico è affidato a Pasquale Zizza, Principal Investigator del progetto e ricercatore presso la Unità di Ricerca Traslazionale Oncologica, per Golgenia la supervisione scientifica è di Alberto Luini, Chief Scientific Officer dell'azienda.

“Il rinnovo e l'ampliamento dell'accordo con Golgenia segnano il passaggio da una prima fase esplorativa a un programma strutturato di ricerca traslazionale - dichiara Giovanni Blandino. - Le collaborazioni con startup biotecnologiche rappresentano oggi uno dei modi più efficaci per trasformare rapidamente le scoperte scientifiche in nuove opportunità di cura, valorizzando le competenze, le infrastrutture tecnologiche e il patrimonio di campioni biologici del nostro Istituto”.

“Il Golgi custodisce ancora molti segreti della biologia del cancro, i nostri studi hanno permesso di individuare i glyco-oncogenes e di sviluppare molecole in grado di colpirli - spiega Alberto Luini. - Il punto di forza di Golgenia è unire una ricerca di base rigorosa a una forte vocazione applicativa: collaborare con un centro di eccellenza come l'IRE ci permette di validare le nostre molecole su modelli sempre più vicini al paziente, con l'obiettivo di trasformare questa scoperta in una terapia reale”.

L'innovazione contro la chemioresistenza

L'obiettivo della collaborazione è esplorare un territorio ancora poco conosciuto della biologia del cancro, quello che accade all'interno del Golgi, una piccola “fabbrica” presente in ogni cellula che si occupa di modificare e smistare le molecole prodotte. Quando questi processi si alterano, possono comparire molecole difettose che favoriscono la crescita del tumore e lo aiutano a resistere ai farmaci.

Golgenia è impegnata a identificare le proteine responsabili di queste alterazioni, i cosiddetti glyco-oncogenes, per sviluppare molecole in grado di bloccarne l'azione. L'obiettivo è duplice: contrastare la crescita tumorale e restituire alle cellule malate la sensibilità alla chemioterapia, per aprire la strada a cure più efficaci per i pazienti che oggi rispondono poco ai trattamenti disponibili.

Dagli organoidi alla medicina personalizzata

Per valutare l'efficacia delle nuove molecole, l'IRE mette a disposizione le proprie competenze in oncologia molecolare e traslazionale e un sistema integrato di piattaforme tecnologiche, tra cui Opera Phenix Plus, una piattaforma di imaging confocale ad alto contenuto informativo che consente di analizzare in modo automatizzato la risposta delle cellule ai trattamenti.

Gli studi vengono condotti su modelli sperimentali a complessità crescente, dalle colture cellulari agli organoidi derivati dai pazienti, piccole repliche tridimensionali del tumore sviluppate grazie alla collaborazione tra chirurgie, oncologie, anatomia patologica, biobanca e laboratori di ricerca dell'Istituto.

“La possibilità di integrare colture cellulari, sferoidi, organoidi derivati dai pazienti e tecnologie di imaging ad alto contenuto ci consente di valutare l'efficacia delle molecole sviluppate da Golgenia e di comprendere quali caratteristiche biologiche possono prevedere la risposta al trattamento - spiega Pasquale Zizza. - L'obiettivo è arrivare a identificare con precisione i pazienti che potrebbero beneficiare delle nuove strategie”.

I risultati vengono integrati con analisi molecolari e bioinformatiche per identificare una firma molecolare in grado di prevedere quali tumori rispondono meglio a questo tipo di trattamento. L'obiettivo è riconoscerli in anticipo, così da scegliere per ogni paziente la terapia più appropriata.

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