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5 Agosto 2026
La stessa domanda da vent'anni, per le donne con tumore ovarico
Piera Tocci viene da Mesagne, in Puglia. Si laurea a Napoli. Poi Roma, poi Israele. Ogni tappa una scelta, ogni scelta un passo verso la stessa domanda: perché il tumore ovarico impara a resistere alle cure, e come fermarlo.
È una domanda che Piera si porta dietro dal 2009, da quando era studentessa nel laboratorio di Patologia Molecolare dell'Istituto Regina Elena. Da allora non ha mai smesso di cercare una risposta.

Nel 2013 vince una borsa di ricerca competitiva, il programma "Sergio Lombroso", per andare al Weizmann Institute of Science in Israele, uno dei centri di ricerca più avanzati al mondo. Non è un soggiorno qualunque. È una competizione, e lei la vince.
“Lì ho capito che la ricerca non procede in linea retta. A volte le scoperte più interessanti nascono da risultati inattesi o da domande che non avevamo previsto.”
Nel 2019 pubblica su Nature Communications uno studio sul meccanismo molecolare che permette al tumore ovarico di sfuggire alle terapie. Un risultato che arriva dopo anni di laboratorio, di esperimenti che non funzionano, di ipotesi da riformulare.
“A volte un risultato inatteso vale più di un esperimento riuscito, perché ti costringe a guardare il problema da un'altra prospettiva.”
Oggi coordina un progetto di ricerca indipendente grazie a un finanziamento riservato ai migliori giovani ricercatori italiani. Studia il microambiente tumorale, non solo le cellule del tumore, ma tutto ciò che le circonda: le forze meccaniche, la matrice extracellulare, i segnali chimici che il tumore usa per costruire il suo scudo e resistere alle cure.
Capire queste dinamiche significa trovare nuovi punti deboli, e colpirli con farmaci mirati, prima che il tumore riesca a difendersi.
Il tumore ovarico è ancora oggi una delle neoplasie ginecologiche più difficili da trattare. Cambia, si adatta, trova nuove strade per sopravvivere. Piera lo studia da quasi vent'anni, e da quasi vent'anni gli corre dietro, con la stessa ostinazione e la stessa domanda in testa.
Ogni risposta trovata avvicina una donna a una cura che funziona.
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