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Preservare la fertilità dopo un tumore

Conservare ovociti per realizzare il sogno della maternità anche dopo la malattia
Ad oggi oltre 300 giovani donne colpite da tumore hanno avuto un colloquio con il team del Centro di Oncofertilità dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. 100 si sono sottoposte a prelievo del tessuto ovarico, successivamente crioconservato nella Banca Ovarica per 10, 20 o 30 anni. Dopo le terapie, o al momento più idoneo, il tessuto viene scongelato e ripiantato nell'ovaio della paziente. Dopo quattro settimane, riprende la sua completa vitalità. Si tratta di una opportunità unica di diventare madri. La percentuale di successo e di gravidanza si aggira intorno al 30%.
Quando un cancro colpisce le giovani donne è importante che le pazienti sappiano quali sono le strategie oggi disponibili per limitare il rischio di riduzione della fertilità che potrebbe essere causato dalle terapie. Per questo è nato nel 2018 il Centro per la tutela dell’oncofertilità che comprende l’ambulatorio di oncofertilità e la Banca del Tessuto Ovarico e Cellule Germinali (BTO), unica della Regione Lazio. Le nostre ricerche puntano non solo alla guarigione dei malati, ma anche al mantenimento dei loro obiettivi futuri, compresi quelli di una progettualità familiare.






