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20 Maggio 2026
Il Premio Nobel Gregg L. Semenza agli IFO: nuove frontiere contro i tumori aggressivi tra ipossia, immunoterapia e medicina di precisione

Roma, 20 maggio 2026 – Comprendere come i tumori sopravvivono in assenza di ossigeno e come riescono a sfuggire alle difese immunitarie potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche contro alcune delle forme di cancro più aggressive. È stato questo il cuore della lecture tenuta agli IFO dal Premio Nobel per la Medicina 2019 Gregg L. Semenza, Professore di Oncologia e Medicina alla Johns Hopkins University di Baltimora, tra i più autorevoli scienziati al mondo nel campo della biologia cellulare e della ricerca oncologica.
L’incontro ha registrato una grande partecipazione di clinici, ricercatori, biologi, specializzandi e professionisti sanitari degli IFO, confermando il forte interesse della comunità scientifica verso i nuovi scenari della medicina di precisione e dell’oncologia molecolare. La sala gremita e il lungo confronto scientifico hanno evidenziato il valore internazionale dell’appuntamento e l’importanza del dialogo tra ricerca di base e pratica clinica.
Ad aprire l’incontro è stato Giovanni Blandino, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, che ha sottolineato il valore scientifico della presenza di Semenza agli IFO: “Ospitare Gregg Semenza significa accogliere uno degli scienziati che hanno cambiato il modo di comprendere il comportamento biologico dei tumori. Le sue scoperte hanno aperto nuove prospettive nella ricerca oncologica, nella medicina personalizzata e nello sviluppo di terapie innovative. Per i nostri ricercatori e clinici rappresenta un’opportunità straordinaria di confronto scientifico internazionale”.
Semenza nel 2019 ha ricevuto il Premio Nobel per la Medicina per il suo lavoro rivoluzionario sui meccanismi attraverso cui le cellule percepiscono e si adattano alla carenza di ossigeno, grazie all’identificazione del fattore HIF (Hypoxia-Inducible Factor), oggi considerato uno dei principali regolatori biologici della crescita tumorale.
Nel corso della lecture, Semenza ha illustrato come i tumori sfruttino i meccanismi dell’ipossia per sopravvivere, sviluppare metastasi e resistere alle terapie. Ampio spazio è stato dedicato ai nuovi approcci terapeutici mirati a bloccare HIF-1 e HIF-2, proteine centrali nella risposta cellulare alla carenza di ossigeno.
Tra questi, il Premio Nobel ha presentato i risultati preclinici di S9N, innovativo inibitore duale sviluppato dal suo gruppo di ricerca, progettato per colpire contemporaneamente entrambe le proteine e rendere i tumori nuovamente sensibili all’immunoterapia. Risultati particolarmente promettenti sono emersi in tumori aggressivi come il carcinoma mammario triplo negativo, il glioblastoma e alcuni tumori del colon-retto.
Lo scienziato ha inoltre approfondito il rapporto tra ipossia e sistema immunitario, spiegando come bloccare questi meccanismi possa aumentare l’efficacia delle immunoterapie e aprire nuove prospettive nella medicina di precisione contro i tumori solidi più aggressivi.
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