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25 Maggio 2026
Tiroide e nutrizione: cosa mangiare (e cosa no) per tenere in salute una ghiandola fondamentale

Nutrizione e Tiroide: un invito a capire come l'alimentazione influisce sul corretto funzionamento di questa piccola ma essenziale ghiandola. È il tema scelto dall'Associazione Italiana della Tiroide (AIT-ETS) per la Settimana Internazionale della Consapevolezza sulla Tiroide, in corso dal 25 al 31 maggio 2026.
All'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), l'Unità Operativa di Endocrinologia Oncologica, diretta da Marialuisa Appetecchia, membro del Consiglio Direttivo di AIT-ETS, si occupa ogni giorno di diagnosi e cura delle patologie tiroidee oncologiche, e segue migliaia di pazienti con noduli, carcinomi differenziati, tumori midollari e forme iodio-refrattarie. È un punto di riferimento regionale e nazionale, Centro HUB per la patologia tiroidea nell'ambito della Rete endocrino-metabolica del Lazio e centro riconosciuto dall'AIFA per la prescrizione dei farmaci biologici più avanzati.
Una ghiandola piccola, ma decisiva
In Italia circa 6 milioni di persone soffrono di patologie tiroidee, con una prevalenza netta nel sesso femminile. Il tumore della tiroide rappresenta il 2-5% di tutti i tumori, colpisce soprattutto le donne tra i 40 e i 60 anni e ha un'incidenza fino a 15-18 casi ogni 100.000 abitanti nelle donne contro i 5 negli uomini. "Il numero di casi è aumentato negli ultimi decenni", spiega MarialuisaAppetecchia, "soprattutto perché c'è una grande attenzione alla diagnosi, che permette di scoprire forme iniziali anche grazie ad apparecchi più performanti".
Il segno più comune rimane la presenza di un nodulo nel collo, la cui natura va indagata con l'ago aspirato ecoguidato, esame gold standard che consente di stabilire se il nodulo è maligno. Il trattamento di prima scelta è quello chirurgico: nei casi iniziali può essere risolutivo, mentre in una percentuale minore di casi si ricorre allo iodio radioattivo per l'ablazione dei residui tiroidei post-operatori. Nei tumori più aggressivi o avanzati sono oggi disponibili terapia radiometabolica, farmaci biologici e farmaci a bersaglio molecolare mirati alle mutazioni del singolo tumore – un approccio di medicina di precisione sempre più al centro della ricerca oncologica. La sopravvivenza a 5 anni nei tumori differenziati supera il 90%.
Il vademecum alimentare di AIT: iodio, selenio e buon senso
Per la Settimana Mondiale della Tiroide 2026, AIT-ETS ha diffuso un vademecum sull'alimentazione tiroidea che sfata alcuni falsi miti e fornisce indicazioni pratiche validate dalla medicina basata sulle evidenze. Eccone i punti essenziali.
Lo iodio è il primo alleato. Il fabbisogno medio giornaliero di un adulto è circa 150 mcg. La fonte più pratica? Sostituire il sale comune con il sale iodato, senza aumentare le quantità. Attenzione al sushi e alle alghe: un consumo massiccio in un solo pasto può apportare quantità eccessive di iodio, tossiche per la tiroide e potenzialmente dannose in chi ha già una forma lieve di ipertiroidismo.
Selenio e ferro completano il quadro. Il selenio, presente in pesce, carni, uova, latticini e frutta secca (soprattutto noci brasiliane), partecipa al metabolismo degli ormoni tiroidei e protegge le cellule dallo stress ossidativo. Il ferro, contenuto in carne rossa e verdure, è ugualmente necessario.
Cavoli e broccoli? Non sono un veleno. Occorrerebbero chilogrammi al giorno di questi ortaggi per interferire con la funzione tiroidea. Meglio consumarli con moderazione, soprattutto se cotti.
Soia e levotiroxina: distanza minima 2-3 ore. La soia può ridurre l'assorbimento del farmaco. La levotiroxina va assunta a digiuno da almeno 2-3 ore, e il pasto successivo a non meno di 30 minuti dall'assunzione.
Glutine e tiroidite: solo nei celiaci. Il glutine non provoca infiammazione tiroidea nella popolazione generale. Solo nei pazienti affetti da celiachia può favorire la comparsa di tiroidite.
Gravidanza: integrare con iodio. Un adeguato apporto iodico è particolarmente importante nelle fasi di crescita. L'integrazione con preparati a base di iodio è raccomandata a tutte le donne che pianificano una gravidanza, e va proseguita durante la gestazione e l'allattamento.
Ormone tiroideo contro l'obesità? No. L'uso improprio dell'ormone tiroideo per dimagrire è inappropriato e pericoloso.
"Una corretta alimentazione sostiene la salute della tiroide, ma non sostituisce il trattamento medico", ricorda AIT. "Gli integratori non curano l'ipotiroidismo: fidatevi della medicina basata sulle evidenze scientifiche."
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