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Vitiligine
1 • Quanto è diffuso
La vitiligine è un disordine acquisito della pigmentazione cutanea, relativamente frequente (0,5-2% della popolazione mondiale), caratterizzato dalla comparsa di macchie acromiche ben circoscritte, disseminate sulla superficie della cute, la cui confluenza può condurre anche ad una depigmentazione generalizzata. Nel 95% dei casi la malattia compare prima dei 40 anni, spesso tra i 10 e i 30 anni. L’incidenza è paritaria tra i due sessi.
2 • Come sospettarla
Attraverso la comparsa di chiazze ipopigmentate con bordi lisci o frastagliati, che presentano la zona centrale sensibilmente più bianca rispetto al resto della cute. La zona circostante la macchia di vitiligine in alcuni casi può presentarsi lievemente iperpigmentata rispetto al resto della pelle. La vitiligine è principalmente di due tipi: non-segmentale / bilaterale oppure segmentale / localizzata. La vitiligine non-segmentale è quella più comune e si caratterizza per le chiazze simmetriche su ambo i lati del corpo. Si manifesta solitamente sulle mani, gli occhi e la bocca, le ginocchia, i gomiti, le braccia e i piedi, oltre che sulla zona genitale.
La vitiligine segmentale si manifesta invece su una singola parte del corpo e interessa in particolar modo i bambini. Di solito questa forma non tende a progredire, ma resta confinata a quel segmento cutaneo. A volte può manifestarsi anche con uno scolorimento prematuro di capelli e barba, ma anche ciglia o sopracciglia.
3 • Cause
Tra i fattori di rischio si annoverano risposte autoimmuni dell’organismo e familiarità con il disturbo. L’origine potrebbe essere anche di natura metabolica, per esempio disturbi delle ghiandole endocrine. Altri fattori di rischio per lo sviluppo di vitiligine sono lo stress psicofisico, i danni alla cute causati dalle scottature solari e traumi della pelle.
4 • Trattamenti tradizionali
Per la Vitiligine non esiste una cura definitiva. Si può intervenire sulle zone della pelle già colpite attraverso una gestione consapevole della malattia in considerazione della forma di cui si è affetti. Per le forme lievi possono essere utilizzati farmaci corticosteroidi topici, con inibitori topici della calcineurina (quali tacrolimus e pimecrolimus), oppure con analoghi della vitamina D (calcipotriolo). Nelle forme più severe, il trattamento standard consiste in cicli di fototerapia UVA-UVB, PUVA o UVB a banda stretta. Risultati interessanti si hanno con il trapianto autologo di melanociti, una possibile terapia per forme di vitiligine stabili da almeno 1 anno che non abbiano risposto alle terapie convenzionali. Questa tecnica è utilizzata anche per la vitiligine segmentaria. In questi casi ha dato spesso buoni risultati, con una ripigmentazione totale quasi nel 100% dei casi. L’ultima novità è un Kit che permette in soli 20 minuti di generare, da un piccolo prelievo di cute, una sospensione cellulare contenente tutte le cellule cutanee necessarie ad avviare i processi di ripigmentazione. Il trapianto è eseguito in ambulatorio con una procedura perfettamente standardizzata a garanzia della buona riuscita dell’intervento e del grado di soddisfazione dei pazienti.
5 • Ricerca
È stata approvata una nuova classe di farmaci, i cosiddetti jak inibitori che agiscono sul meccanismo dell’infiammazione e inibiscono la distruzione dei melanociti, responsabili della vitiligine. Al momento è stata approvata una molecola in forma di crema: ruxolinitib, il cui uso quotidiano è in grado di dare ottimi risultati.
6 • Accesso all'Ambulatorio Vitiligine
È necessario prenotare una visita specialistica con richiesta del medico curante riportante la seguente dizione: Visita dermatologica per vitiligine (se trattasi di prima visita). Per prenotazioni: chiama il numero verde Recup regionale specificando che la visita deve essere effettuata presso l’ambulatorio vitiligine






