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28 Settembre 2026
Il San Gallicano al Congresso europeo della ricerca dermatologica: nuovi studi su vitiligine, Parkinson e malattie infiammatorie della pelle
Dal 9 al 12 settembre 2026, a Heidelberg, si è svolto il 55° meeting dell’European Society for Dermatological Research (ESDR), uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla ricerca dermatologica.
Il Laboratorio di Fisiopatologia Cutanea dell’Istituto Dermatologico San Gallicano, diretto da Emanuela Camera, ha partecipato con 9 lavori, di cui 3 accettati come presentazioni orali, dedicati alle principali linee di ricerca dell’Istituto: dalla vitiligine alle malattie infiammatorie della pelle, fino al melanoma e alle possibili connessioni tra cute e malattie neurodegenerative.
Vitiligine: metabolismo, infiammazione e autoimmunità
Due delle presentazioni orali hanno riguardato la vitiligine. Barbara Bellei ha presentato uno studio, realizzato in collaborazione con l’IDI IRCCS, che ha individuato nelle cellule della pelle alterazioni metaboliche e mitocondriali che possono contribuire ad attivare la risposta infiammatoria.
Il lavoro presentato da Alberto Marini, frutto di uno studio multicentrico, ha invece evidenziato alterazioni dei meccanismi che regolano l’insulina e alcuni fattori di crescita, suggerendo nuove connessioni tra metabolismo, infiammazione e autoimmunità e rafforzando l’interesse verso la vitiligine come malattia non esclusivamente cutanea.
La pelle come possibile finestra sul Parkinson
La terza presentazione orale, di Emanuela Camera, ha esplorato il rapporto tra ghiandole sebacee e malattia di Parkinson. Lo studio, condotto in collaborazione con l’IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, ha osservato alterazioni nella maturazione e nel metabolismo lipidico delle cellule delle ghiandole sebacee associate all’α-sinucleina, proteina coinvolta nella malattia. I risultati aprono nuove prospettive nello studio della pelle come possibile fonte di biomarcatori periferici.
Gli altri studi presentati
Tra i poster, Emanuela Bastonini ha presentato uno studio che ha evidenziato alterazioni dei mitocondri nella pelle delle persone con vitiligine già prima della comparsa delle caratteristiche macchie bianche. La ricerca individua in FGF21 un possibile “messaggero” dello stress mitocondriale e mette in luce nuove connessioni tra metabolismo e infiammazione. In prospettiva, FGF21 potrebbe contribuire, insieme ad altri marcatori, a definire un’“impronta metabolica” della malattia utile per seguirne l’evoluzione e la risposta alle terapie.
Nella psoriasi, lo studio di Giorgia Cardinali ha individuato nel sistema degli endocannabinoidi un possibile nuovo bersaglio terapeutico per ridurre l’infiammazione e le alterazioni della pelle.
Per la dermatite atopica, Daniela Kovacs ha studiato l’azione delle diverse citochine Th2, mostrando come questi mediatori dell’infiammazione influenzino in maniera distinta la crescita, il differenziamento e il metabolismo lipidico delle cellule della pelle. Comprenderne meglio il ruolo potrebbe contribuire allo sviluppo di approcci terapeutici sempre più mirati.
Lo studio di Miriam Maiellaro sulla rosacea eritemato-telangectasica ha invece evidenziato una marcata alterazione della barriera cutanea, caratterizzata in particolare da una carenza di ceramidi, lipidi essenziali per trattenere l’idratazione e proteggere la pelle. I risultati pongono le basi per studiare trattamenti mirati al ripristino della barriera cutanea.
Ramona Marrapodi ha caratterizzato per la prima volta il profilo delle citochine circolanti nei pazienti con lichen sclerosus genitale, individuando possibili indicatori della gravità della malattia e, in prospettiva, della risposta ai trattamenti.
Infine, Federica Papaccio ha presentato uno studio sul profilo genomico di 878 pazienti con melanoma, che ha individuato, oltre alle più note alterazioni di BRAF e NRAS, altre varianti molecolari potenzialmente utili ad ampliare le opportunità della medicina di precisione.
I lavori presentati confermano l’impegno del San Gallicano nella ricerca dermatologica traslazionale, con l’obiettivo di comprendere sempre meglio i meccanismi delle malattie della pelle e trasformare le conoscenze acquisite in nuove opportunità per la diagnosi e la cura.
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