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16 Ottobre 2026
Chirurgia robotica, dai benefici per il paziente alla sostenibilità: l’IFO guida il confronto al Roma Welfair

Il Direttore Generale Livio De Angelis ha coordinato il tavolo che ha riunito chirurghi, ingegneria clinica, decisori e industria: al centro esiti clinici, requisiti delle sale operatorie e rimborso delle tecnologie d’eccellenza
Non serve più riflettere se la robotica sia il futuro della chirurgia, ma di come sia importante integrarla nella pianificazione sanitaria e nelle reti assistenziali. Da qui è partito il panel “Chirurgia robotica: dati per creare consenso, il consenso per creare reti e integrazione”, coordinato dal Direttore Generale degli IFO, Livio De Angelis, nell’ambito di Roma Welfair, in corso alla Fiera di Roma dal 14 al 16 ottobre.
Il confronto ha messo in fila i diversi punti di vista sulla chirurgia robotica. Giuseppe Simone, Direttore della UOC Chirurgia Uro-oncologica dell’IRE, ha illustrato i vantaggi per il paziente: meno sanguinamento, una ripresa più rapida e un ritorno anticipato alle normali attività. Edoardo Mercadante, Direttore della UOC Chirurgia Oncologica Patologie Toraciche IRE, si è soffermato sui benefici per il chirurgo. Le immagini ingrandite consentono una visione più dettagliata del campo operatorio e la possibilità di intervenire con precisione anche su lesioni di piccole dimensioni. Giuseppe Navanteri, Responsabile della UOSD Ingegneria Clinica e Tecnologie e Sistemi Informatici IFO, ha richiamato l’attenzione sull’allestimento della sala operatoria che ospita il robot, che deve rispondere a requisiti tecnici e strutturali molto precisi.
Il Direttore Generale Livio De Angelis ha posto quindi il tema della sostenibilità. Gli strumenti d’eccellenza hanno costi elevati e non sono adeguatamente rimborsati, una condizione che pesa sulle strutture che scelgono di investire nell’innovazione. Ha risposto l’onorevole Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera. Secondo Ciocchetti non tutte le strutture sanitarie devono dotarsi di un robot: serve un’organizzazione diversa, in cui ogni Regione applichi in modo sistematico la valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assessment, HTA). Su questa base vanno definiti protocolli chiari su dove la chirurgia robotica è davvero necessaria e sostenibile, all’interno di reti hub and spoke, con una formazione adeguata e volumi di interventi che garantiscano la sicurezza di operatori e pazienti.
Sul fronte dei rimborsi, Ciocchetti ha ricordato che il nuovo decreto sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) include tra le 800 prestazioni inserite le attività di chirurgia robotica, mentre le tariffe DRG, ferme al 2012, andranno riviste. Dopo l’aumento lineare del 3,8% finanziato con un miliardo di euro nella scorsa legge di bilancio, il Ministero della Salute ha chiesto un ulteriore miliardo. Servirebbe a rivedere i DRG prestazione per prestazione, a definire il costo effettivo della chirurgia robotica e a eliminare le voci ormai superate dall’evoluzione tecnologica.
Assunta De Luca, Direttore Sanitario della ASL Viterbo, ha sottolineato il ruolo centrale della formazione e ha portato l’esperienza della sua azienda. Grazie a una convenzione con l’IFO, i professionisti della ASL Viterbo hanno potuto formarsi sul campo nella chirurgia robotica. Al panel hanno partecipato anche Manlio Panasci, chirurgo ortopedico del Gruppo Villa Maria Care and Research, e Giuseppe Battente, Director Business Line Robotic Surgery di Movi Spa. La senatrice Elena Murelli ha inviato un videosaluto.
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