Giornata Mondiale senza Tabacco 2026: smascherare l’attrattiva delle nuove dipendenze da nicotina

Roma, maggio 2026 – Il tabacco continua a rappresentare una delle principali minacce evitabili per la salute pubblica. In occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco 2026, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il tema scelto quest’anno — “Smascherare l’attrattiva – contrastare la dipendenza da nicotina e tabacco” — punta i riflettori sulle strategie sempre più sofisticate con cui l’industria del tabacco e della nicotina cerca di rendere attrattivi nuovi prodotti, soprattutto tra i più giovani, attraverso aromi, nicotina sintetica, packaging e dispositivi spesso percepiti erroneamente come meno pericolosi.

Oggi 29 maggio, presso l’Istituto Superiore di Sanità, si svolge il XXVIII Convegno Nazionale “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale”, dedicato all’analisi dello scenario epidemiologico attuale e dei nuovi modelli di consumo, con particolare attenzione alla popolazione scolastica tra gli 11 e i 17 anni, fascia particolarmente vulnerabile alle nuove forme di dipendenza legate a sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato.
Durante il convegno saranno presentati i dati aggiornati sul consumo di tabacco e nicotina in Italia e nel mondo, le più recenti evidenze scientifiche sui rischi per la salute associati ai nuovi prodotti e i risultati delle attività del Telefono Verde contro il Fumo e della rete nazionale dei Centri Antifumo.

Gli IFO – Regina Elena e San Gallicano – ricordano il proprio impegno come #OspedaleSenzaFumo, dove la lotta al tabagismo si traduce nell’applicazione rigorosa della normativa sui divieti di fumo, estesa anche alle aree esterne dei principali ingressi. Gli IFO promuovono ambienti di cura liberi dal fumo e portano avanti attività di prevenzione, informazione e supporto alla cessazione del tabagismo rivolte a pazienti, caregiver, cittadini e operatori sanitari.
Presso gli Istituti è attivo l’Ambulatorio per la cessazione del tabagismo, dove il fumatore viene seguito attraverso un percorso diagnostico e terapeutico basato sulle linee guida internazionali, con un approccio integrato che unisce terapia farmacologica e supporto comportamentale.
Per supportare chi desidera smettere di fumare, gli IFO mettono inoltre a disposizione materiali informativi, strumenti di autovalutazione del grado di dipendenza da nicotina e percorsi dedicati attraverso il Centro Antifumo dell’Istituto Regina Elena.

Secondo l’OMS, ogni anno oltre 7 milioni di persone nel mondo muoiono a causa del consumo di tabacco, mentre circa 1,6 milioni di decessi sono attribuiti all’esposizione al fumo passivo. Nell’Unione Europea il tabagismo rappresenta ancora la principale causa evitabile di morte prematura, responsabile di quasi 700.000 decessi ogni anno. Circa il 50% dei fumatori muore prematuramente, in media 14 anni prima rispetto ai non fumatori.
Anche i prodotti a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche non sono privi di rischi. I dispositivi a tabacco riscaldato espongono infatti a sostanze tossiche e cancerogene, mentre le e-cig possono favorire una forte dipendenza da nicotina, soprattutto tra gli adolescenti.
Oltre alle conseguenze sulla salute, il fumo ha un impatto economico spesso sottovalutato. Chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno arriva a spendere oltre 2.000 euro l’anno. Nell’arco di dieci anni la cifra supera i 20.000 euro: l’equivalente di uno stipendio annuale medio o dell’anticipo per un mutuo.
Smettere di fumare rappresenta quindi un beneficio concreto non solo per la salute ma anche per il bilancio familiare. I percorsi di cessazione, basati su terapia farmacologica, supporto psicologico e sostituti nicotinici, richiedono investimenti molto inferiori rispetto alla spesa sostenuta nel tempo per il tabacco. In Italia, inoltre, il tabagismo genera ogni anno oltre 26 miliardi di euro di costi sanitari e sociali tra ricoveri, cure, perdita di produttività e assenteismo lavorativo.
La campagna OMS 2026 mira a rafforzare la prevenzione, sostenere la cessazione del consumo di tabacco e nicotina e promuovere politiche più incisive per proteggere soprattutto i più giovani: dal divieto di aromi e pubblicità alla regolamentazione del packaging e della promozione digitale.

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