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25 Settembre 2026
Nel sangue c'è una risposta. Giulia la sta cercando.
C'è una paziente con un tumore della mammella particolarmente aggressivo. Ha già ricevuto diverse linee di trattamento, senza successo, e le possibilità terapeutiche cominciano a ridursi.
Giulia Urbani è ricercatrice nell'Unità di Ricerca Traslazionale Oncologica dell'Istituto Regina Elena, dove si occupa di nuovi approcci diagnostici basati sulla biopsia liquida. Conosce la storia di questa paziente attraverso i colleghi clinici. Ma è quello che accade in laboratorio a farle capire, in modo molto concreto, quanto la ricerca possa cambiare il percorso di una persona.
Il tumore della donna continua a progredire e non tutte le informazioni necessarie emergono dai campioni di tessuto disponibili. Delle tre mutazioni importanti per comprendere l'evoluzione della malattia e la risposta alle terapie, soltanto una era già stata rilevata nell'analisi del tessuto. Le altre due emergono grazie alla biopsia liquida sul sangue, rivelando informazioni sulla malattia che fino a quel momento erano rimaste nascoste.

Giulia Urbani, ricercatrice, Unità di Ricerca Oncologica Traslazionale
Quando le possibilità di cura sono ormai poche, le informazioni emerse dalla biopsia liquida aiutano i clinici a orientare una nuova scelta terapeutica. La paziente migliora, e anche nel sangue si vede l'effetto: nel DNA rilasciato dal tumore, le mutazioni si riducono fortemente.
“Questa storia mi ha fatto comprendere in modo concreto il valore della biopsia liquida, la possibilità di seguire nel tempo l'evoluzione molecolare della malattia e di raccogliere informazioni che in alcuni casi il singolo campione di tessuto non è in grado di restituire.”
Giulia si laurea in scienze biologiche a Roma Tre e durante la tesi magistrale arriva all'Istituto Regina Elena, nel laboratorio di Patologia Clinica. È qui che comincia il suo percorso nella diagnosi molecolare, che la porterà poi alla ricerca. Oggi porta avanti anche un dottorato in biochimica e biologia molecolare.
“La prospettiva di trasferire i risultati del laboratorio direttamente al letto del paziente è ciò che alimenta ogni giorno la mia motivazione.”
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